L’origine della Bibliomania di Salvatore Viscuso

     Già da bimbo si era convinto di dover imparare il più possibile nella speranza di trovare risposte a situazioni che non gli piacevano affatto. Ultimo di sei fratelli a Catania, figlio di un bagnino e di una sarta, inizialmente divorava qualsiasi foglio scritto (persino le riviste femminili delle sorelle maggiori) che giungesse a casa. La sua avidità ben presto non riuscì più a placarsi. Un giorno, il padre portò a casa una cassa di libri di cui un amico voleva disfarsi… Fu Natale, Epifania e Pasqua per il piccolo Salvatore. Il germe della patologia si presentava già prepotentemente nell’adolescenza, perché non provava lo stesso piacere recandosi in biblioteca. Doveva possedere il testo. Ancora oggi si giustifica dicendo che, la conoscenza dev’essere sempre a portata di mano. Il punto di non ritorno, la cronicità irreversibile, arriva al momento della sua prima visita in una libreria antiquaria. Compra un libro sul suo amatissimo vulcano: l’Etna. Inutile dire che aveva chiesto il catalogo al negoziante e durante quella notte sconvolgente e insonne, la parte più profonda del suo essere comprese, visceralmente, che era nato per stare in mezzo ai libri antichi. Ama leggere qualsiasi cosa, ruba i manuali e i libri di testo che la moglie continua a comprare per i suoi studi personali, sebbene ne abbia solo quarantamila sottomano; ma il libro antico… E’ per lui una delle manifestazioni più sublimi dell’esistenza. Per tutta una serie di coincidenze rocambolesche, sposa una donna di Paterson, New Jersey. La stessa cittadina in cui viveva, durante l’infanzia della moglie, Allen Ginsberg, uno dei fondatori della Beat Generation e, ancor prima di lui: William Carlos William, precursore del movimento letterario e autore della rivista: Paterson. Cos’altro aspettarsi da un’accoppiata simile se non uno studio bibliografico e un’associazione culturale?

Maria

Salvatore Viscuso, bibliomane patologico da sempre. Libraio antiquario e Perito del Tribunale di La Spezia.

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